Il vizio dell'esterofilia. Editoria e traduzioni nell'Italia fascista

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Abstract

Attraverso un’approfondita ricerca di archivio e un’analisi dettagliata delle statistiche del mercato librario, il volume ricostruisce l’“invasione delle traduzioni” degli anni Trenta, quando l’Italia pubblicava più traduzioni di qualunque altra nazione. Questa ricettività era in chiaro contrasto con le ambizioni del regime di creare una cultura riconoscibilmente fascista e di espandere la sua influenza nel mondo. Autori e intellettuali, che vedevano minacciate la loro produzione e la salute spirituale e intellettuale del paese, reagirono contro l’impatto commerciale di questo boom di narrativa popolare tradotta. Il libro analizza la campagna condotta dal Sindacato autori e scrittori contro la Federazione degli editori, accusata di favorire, attraverso la pubblicazione delle numerose traduzioni, il profitto sull’interesse nazionale. Infine, il libro illustra in dettaglio l’evoluzione della censura fascista, dimostrando che misure repressive contro le traduzioni furono introdotte solo sulla scia delle leggi razziali, quando le nozioni di purezza culturale cominciarono ad essere applicate anche alla letteratura importata.

(Traduzione in italiano di "Publishing Translations in Fascist Italy", Peter Lang: 2010)

Bibliographical metadata

Original languageItalian
Place of PublicationRome
PublisherCarocci Editore
Number of pages214
ISBN (Print)9788843094158
Publication statusPublished - 31 Oct 2019

Publication series

NameStudi storici Carocci
PublisherCarocci
No.314

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